Il cervelletto

Ha funzioni (in parte) misteriose. Vive nell’ombra, nella fossa cranica posteriore. Si accende, nascosto dietro i grandi emisferi cerebrali. Lo chiamano anche “forward controller”. Esercita

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L’importanza dell’allattamento

L’allattamento al seno ha effetti sullo sviluppo cognitivo del bambino; studi recenti dimostrano come l’allattamento al seno nelle prime settimane dopo la nascita del bambino pretermine sia correlato a una maggiore connettività dei network cerebrali e a un migliore sviluppo della sostanza bianca rispetto all’uso di latte artificiale.

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La valutazione dello sviluppo

La Valutazione Funzionale Globale serve proprio a fare il punto della situazione relativamente ad un neonato nato pretermine e risponde alle domande: va tutto bene? Possiamo fare qualcos’altro per il nostro bambino? E’ il caso di rivolgerci ad uno specialista? Dobbiamo mandarlo all’asilo? Ci dice insomma a che punto è, per la sua età, quel particolare bambino, in ogni area relativa alla cognizione e allo sviluppo psicomotorio.
Per farlo, utilizziamo una scala di sviluppo di ultima generazione: la Griffiths III!

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Il grande viaggio dei neuroni

Uno dei fenomeni più affascinanti dello sviluppo cerebrale precoce è il processo della migrazione neuronale. Cos’è la matrice germinativa e cosa lo strato di granulazione esterno? Quali le complicazioni cui questo processo può andare incontro?

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FOCUS ON: Il Cervelletto

Il cervelletto, il grande controllore, che corregge i movimenti initinere e ci premette di procedere passo passo senza perdere l’equilibrio.
I principali problemi che si riscontrano quando il cervelletto è danneggiato sono l’Ipotonia cerebellare; L’asinergia cerebellare; la dismetria cerebellare; l’adiadococinesia; la discronometria e il tremore intenzionale.

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Stimolare per crescere

Il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale può comprendere stimoli sensoriali poco adeguati. Queste
esperienze sensoriali interagiscono con quello che dovrebbe essere lo sviluppo psicomotorio tipico del
neonato. A subire le conseguenze, tra l’altro, può essere lo sviluppo della “connettività”, ovvero tutte
quelle connessioni tra neuroni che permettono al cervello di funzionare.
Da qui la necessità di intervenire già nel periodo ospedaliero per fornire una stimolazione sensoriale
positiva.

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