5X1000. IL MIO CONTRIBUTO ALLA RICERCA PER AIUTARE LE FAMIGLIE

Le donazioni alla ricerca pediatrica contribuiscono alla realizzazione di progetti per allargare gli orizzonti clinici e le possibilità curative e diagnostiche e spesso sorgono dalla volontà di garantire ad altri genitori un futuro migliore per i loro figli. Ne parliamo con la dott.ssa Mirna Fanelli, donatrice 5X1000 Eubrain.

Dubbi, domande, paure, ansie caratterizzano lo stato d’animo dei genitori soprattutto quando il loro bimbo è malato. I pediatri possono aiutarli a comprendere con obiettività e dolcezza qualsiasi problematica e a indirizzarli verso le strade terapeutiche migliori.

Le donazioni alla ricerca pediatrica, poi, contribuiscono alla realizzazione di progetti per allargare gli orizzonti clinici e le possibilità curative e diagnostiche e spesso sorgono dalla volontà di garantire ad altri genitori un futuro migliore per i loro figli. Ne parliamo con la dott.ssa Mirna Fanelli, donatrice 5X1000 Eubrain.

Quanto è stato importante da genitore il rapporto con il pediatra nella cura del suo bambino?

Per questa domanda, mi piacerebbe parlare dell’esperienza avuta con il professor Michele Ramenghi, attivo tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Non era direttamente il pediatra di mio figlio ma ci rivolgevamo a lui per problemi più gravi. Per qualsiasi dubbio e paura era sempre disponibile, accogliente, lucido e intuitivo nelle sue elucubrazioni senza tralasciare la simpatia e la preparazione. Mi ricordo ancora che, il primo giorno che l’avevo visto a San Benedetto del Tronto, mi disse: “Signora, tiri fuori la lista delle domande, perché so che ce l’ha”.

Io e mio marito avevamo, infatti, adottato un bambino colombiano che, in Italia, ebbe le convulsioni. Ciò ci spaventò perché la cartella clinica colombiana non le menzionava e quindi, vivemmo per molto tempo nella paura. Ramenghi ci rassicurò, dicendoci che la sostanza bianca nei bambini nati in tot settimane si formava in un certo modo e Brian era nato due settimane prima del termine di gravidanza. Il professore ci indicò addirittura una dottoressa di Ascoli per svolgere gli encefalogrammi.

Per fortuna, le convulsioni erano febbrili e sparirono come comparvero ma io ero preoccupata perché, in più, il bambino non cresceva. Ramenghi mi tranquillizzò e, poiché una terapia con ormoni della crescita doveva essere predisposta da persone esperte, ci mise in contatto con suo figlio Luca al Gaslini. Più concretamente, parlammo con il dottor Maghnie che ci illustrò ogni cosa con chiarezza e precisione.

Come ricevemmo la documentazione dal Gaslini, la inviammo a Ramenghi che ci accolse in casa sua a Pescara, perché non visitava più a San Benedetto del Tronto. Le guardò e mi disse: “Signora, adesso può stare tranquilla” e aggiunse a mio figlio: “Quando ti dicono che sei piccolo, ne riparliamo tra qualche anno. E se vai a dormire presto la sera, il tuo cervello si sviluppa meglio!”.

L’esperienza di Mirna ci mostra quanto sia importante per i genitori ricevere dal pediatra una sinergia di competenze scientifiche e capacità empatiche per rincuorarli ed informarli di fronte alle difficoltà, cercando il più possibile di semplificare il “medichese”, una vera e propria barriera comunicativa che, utilizzata senza spiegazioni chiarificatrici, pregiudica il rapporto con i genitori, alimentando la loro incertezza e paura.

Perché è fondamentale sostenere la ricerca pediatrica, anche col 5X1000?

Con le convulsioni di mio figlio, ho sperimentato la paura e il dolore. Per questo motivo, voglio esprimere la mia vicinanza a tutte quelle mamme che oggi hanno dei bambini affetti da malattie più gravi. Come è capitato a me, ricercano nella medicina l’aiuto e le cure di cui i loro bambini hanno urgentemente bisogno. E se posso contribuire economicamente affinché questo si realizzi, destino ben volentieri il mio 5X1000!

Per scoprire come destinare il tuo 5X1000 2023 a Eubrain, clicca qui. I proventi saranno devoluti al progetto Eubrain “RIPENSA

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