prematurità

Il cervelletto

Ha funzioni (in parte) misteriose. Vive nell’ombra, nella fossa cranica posteriore. Si accende, nascosto dietro i grandi emisferi cerebrali. Lo chiamano anche “forward controller”. Esercita

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La storia di Andrea

Andrea, un piccolo prematuro nato alla 25a settimana, un’emorragia intraventricolare… poi idrocefalo ostruttivo tardivo. Una storia di sofferenza ma anche di grande gioia…

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La valutazione dello sviluppo

La Valutazione Funzionale Globale serve proprio a fare il punto della situazione relativamente ad un neonato nato pretermine e risponde alle domande: va tutto bene? Possiamo fare qualcos’altro per il nostro bambino? E’ il caso di rivolgerci ad uno specialista? Dobbiamo mandarlo all’asilo? Ci dice insomma a che punto è, per la sua età, quel particolare bambino, in ogni area relativa alla cognizione e allo sviluppo psicomotorio.
Per farlo, utilizziamo una scala di sviluppo di ultima generazione: la Griffiths III!

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Stimolare per crescere

Il ricovero in Terapia Intensiva Neonatale può comprendere stimoli sensoriali poco adeguati. Queste
esperienze sensoriali interagiscono con quello che dovrebbe essere lo sviluppo psicomotorio tipico del
neonato. A subire le conseguenze, tra l’altro, può essere lo sviluppo della “connettività”, ovvero tutte
quelle connessioni tra neuroni che permettono al cervello di funzionare.
Da qui la necessità di intervenire già nel periodo ospedaliero per fornire una stimolazione sensoriale
positiva.

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L’idrocefalo Post-emorragico

L’idrocefalo post-emorragico (PHVD) è una complicanza dell’emorragia intraventricolare (IVH), ed è caratterizzato da una progressiva dilatazione dei ventricoli cerebrali. La parola Idrocefalo deriva dal greco “idrokefalon”

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