L’importanza dell’allattamento

E’ noto da tempo come l’allattamento al seno riduca nel neonato incidenza e gravità di malattie infettive, quali meningite batterica, batteriemia, diarrea, infezioni delle vie respiratorie e otite media. Inoltre, riduce i tassi di morte improvvisa del lattante nel primo anno di vita; l’incidenza di diabete mellito insulino-dipendente e insulino-indipendente, linfoma, leucemia e malattia di Hodgkin, sovrappeso e obesità, ipercolesterolemia e asma nell’adulto.

Il latte umano è un alimento non solo specie-specifico, ma che potremmo definire individuo-specifico, in quanto frutto di una selezione millenaria per meglio rispondere alle esigenze nutrizionali, biologiche e psicologiche del neonato(1). Per questo motivo il latte materno rappresenta l’alimento di scelta nell’età infantile con importanti positivi effetti sulla salute della madre che allatta e del bambino allattato al seno, sia a breve ed a lungo termine.

Ma quali sono gli effetti sul cervello?

Sono meno noti i suoi effetti sullo sviluppo cognitivo del bambino, nonostante siano stati condotti diversi studi per dimostrare se effettivamente l’allattamento al seno e il latte materno siano o meno correlati a prestazioni migliori ai test di sviluppo cognitivo.

Nel 2001, in uno studio condotto da Horwood su 280 bambini si evidenziò come chi era stato allattato avesse migliori prestazioni verbali e di performance rispetto agli altri.

Successivamente nel 2003, Feldman vide come a sei mesi i bambini che erano stati allattati avessero migliori profili neurocomportamentali, in particolare a livello motorio e fossero più svegli, durante le interazioni sociali. Ciò sembra sottolineare, di conseguenza, l’importanza di una nutrizione ottimale durante un periodo critico per la plasticità e la rapida crescita cerebrale, come il periodo postnatale.

A conferma di ciò, recentemente è stato pubblicato su NeuroImage (Boardman, 2019) uno studio in cui sembra emergere che l’allattamento al seno nelle prime settimane dopo la nascita del bambino pretermine sia correlato a una maggiore connettività* dei network cerebrali e a un migliore sviluppo della sostanza bianca rispetto all’uso di latte artificiale.

*ovvero i collegamenti tra due o più gruppi di neuroni, necessari per eseguire un compito complesso che può essere motorio, sensitivo o di memorizzazione.

Dott.ssa Sara De Crescenzo

Bibliografia

Position Statement 2015 su Allattamento al seno e uso del latte materno/umano di Società Italiana di Pediatria (SIP), Società Italiana di Neonatologia (SIN), Società Italiana delle Cure Primarie Pediatriche (SICuPP), Società Italiana di Gastroenterologia Epatologia e Nutrizione Pediatrica (SIGENP) e Società Italiana di Medicina Perinatale (SIMP);
Horwood LJ, Darlow BA, Mogridge N. Breast milk feeding and cognitive ability at 7–8 years. Arch Dis Child Fetal Neonatal Ed. 2001;84: F23–F27;
Feldman R, Eidelman AI. Direct and indirect effects of breast-milk on the neurobehavioral and cognitive development of premature infants. Dev Psychobiol. 2003;43:109–119;
Manuel Blesa , James P. Boardman. Early breast milk exposure modifies brain connectivity in preterm infants. NeuroImage 2019; 184: 431-439

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